NUTRISCORE: CONSUMATORE INFORMATO O CONDIZIONATO ? #NOnutrix

19 Novembre 2021, in Etichetta, Sicurezza Alimentare

In questo periodo girano vari articoli sulle assurdità del Nutriscore, come per es “patatine fritte ed hamburger più salutari di un cucchiaio di olio extravergine d’oliva” (dal sito www.corriere.it/economia).
Nutri-Score è un sistema di ETICHETTA NUTRIZIONALE A SEMAFORO sviluppato e proposto in Francia che ha lo scopo di sintetizzare e semplificare l’identificazione dei valori nutrizionali di un prodotto alimentare attraverso l’utilizzo di una scala a cinque lettere dalla A alla E e un’indicazione cromatica a 5 colori dal verde al rosso.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di “consigliare” ed indirizzare il consumatore verso l’acquisto di un alimento ideale (tabella di colore verde scuro con la lettera A) ed fagli evitare quello meno sano ben contrassegnato dal colore rosso e la lettera E.
Il colore del semaforo Nutri-Score viene assegnato considerando sia gli apporti nutrizionali positivi (fibre e proteine) e gli apporti negativi (calorie, grassi saturi, zuccheri e sale) tutti basati sui 100 g di prodotto, indipendentemente dalla porzione.In alternativa al Nutri-score c’è il NutrInform, … la “batteria”. Quest’ultima è una etichetta nutrizionale a percentuali proposta dall’Italia, che ha lo scopo di rendere, forse, di più facile lettura le informazioni nutrizionali, ma senza sentenziare giudizi.
Tra il “semaforo e la batteria” (“Nutri-score e il NutriInfor”), siamo in un momento di confronto e scontro che, in un silenzio generale, si combatte sui tavoli della Commissione Europea: battaglia che vede contrapposti Francia e Germania da un parte, e Italia dall’altra. Confronti e scontri che possono arrivare a definire importanti decisioni che porteranno a provvedimenti destinati ad avere effetti sulle abitudini alimentari dei consumatori e potenzialmente influenzare o condizionare il mercato alimentare.
Leggendo dal mio cellulare le molteplici e svariate informazioni sul mondo alimentare mi chiedo se abbiamo bisogno di questa ulteriore informazione?
In un momento storico, che dovremmo essere attenti al risparmio, all’ambiente, alla sicurezza sotto i vari molteplici aspetti, all’economia … abbiamo necessità di nuove indicazioni che hanno la presunzione di “aiutarci a decidere”?

Leggendo poi questi recenti articoli e post, nascono forti perplessità sulla validità e forse correttezza delle informazioni sintetizzate dal “semaforo nutrizionale”.
Secondo il sistema Nutriscore (etichetta a semaforo) l’apporto di grassi di un panino ripieno di carne e salse varie vale il semaforo giallo (lettera C), come l’olio extravergine d’oliva. …. le patatine fritte invece meritano addirittura il semaforo verde e una bella lettera B!!!
Sembra che ci possano essere anche degli importanti risvolti commerciali che arrivino a creare dei danni al Made in Italy, minando anche le basi dei prodotti alimentari della dieta mediterranea e simbolo della nostra tradizione (per es.prodotti a denominazione di origine, DOP, IGP).


Personalmente ritengo potenzialmente una disinformazione dare un valore, o peggio, un giudizio all’alimento, considerando come porzione standard quella da 100 grammi, … è ovvio che io non consumo 100g di olio d’oliva, ma è molto probabile che consumi più di 100g di patatine e beva più di 100ml di Coca-Cola (una lattina è 330ml!).
Forse c’è possibilità di migliorare il sistema, ma il consumatore ha bisogno di essere informato, non condizionato.

In un momento di mercato globale, dove ci sono nel mondo disallineamenti su informazioni più rilevanti e critiche (per es. allergeni tra i diversi tra diversi paesi extra CEE, informazioni legali minime ecc.),
personalmente, come consumatore, non sento la necessità di avere sull’etichetta ulteriori informazioni,
ma come professionista sono molto preoccupato di questa ulteriore potenziale frammentazione legislativa!

Info sull'autore: Tarcisio Brunelli

Tecnologo alimentare, laureato in Agraria – Scienza delle Preparazioni Alimentari nel 1996 all’Università degli Studi di Milano. È iscritto all’Ordine dei Tecnologi Alimentari del Veneto dal 2000 (nr 2 OTAV). Specializzato nelle tematiche alimentari e di gestione HACCP, Assicurazione Qualità, implementazione norme igieniche e standard volontari del settore alimentare, food regolatory. Ha esperienza di sviluppo sul campo degli standard alimentari IFS, GSFS BRC, ISO 22000, ISO22005 (filiera latte e vino), RSPO ecc. in varie realtà industriali (prodotti da forno, dolciario, vitivinicolo, e della ristorazione collettiva) e di sviluppo e verifica conformità dell’etichettatura, sviluppo e gestione nuove ricette e relative schede tecniche.

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