PPWR Reg. (UE) 2025/40: finalmente sei arrivato! … forse

14 Agosto 2026, in Food, Sostenibilità

PPWR Reg. (UE) 2025/40: finalmente o purtroppo è arrivato!
Dopo mesi di webinar, slide, interpretazioni, FAQ e acronimi pronunciati come formule magiche, il 12 agosto il PPWR è ufficialmente entrato in vigore.
Da quel giorno, milioni di imballaggi hanno iniziato a sentirsi osservati e a chiedersi: “Sarò ancora abbastanza adeguato (riciclabile)?”
Le aziende studiano gli articoli, gli esperti aggiornano le presentazioni e qualcuno scopre per la prima volta che “sostenibile” non è solo una parola da mettere in grassetto.
Il regolamento promette meno rifiuti, più riciclo / riuso e qualche notte insonne a chi pensava che una semplice confezione fosse… semplicemente una confezione.
Ma niente panico: il conto alla rovescia è iniziato e il futuro green degli imballaggi è già qui.
E per chi pensava che il PPWR fosse solo una questione di etichette e raccolta differenziata, arriva la prima sorpresa: il regolamento guarda all’intero ciclo di vita dell’imballaggio, dalla progettazione fino al fine vita.
Tradotto dal “burocratese”: non basta che un imballaggio sia riciclabile in teoria; dovrà dimostrare di esserlo davvero, su scala industriale e con filiere operative.
Le parole chiave dei prossimi anni saranno riciclabilità, minimizzazione, riutilizzo e contenuto riciclato.
Quel sovraimballo che serviva a proteggere la scatola che proteggeva il sacchetto che proteggeva il prodotto? Potrebbe iniziare a sentirsi meno indispensabile.
Anche il concetto di “spazio vuoto” negli imballaggi per e-commerce entra sotto i riflettori: l’aria continuerà a essere gratuita, ma trasportarla diventerà molto meno interessante.
E poi c’è la sfida dei materiali: multimateriali, componenti separabili, adesivi, etichette, inchiostri e additivi. Elementi che fino a ieri erano dettagli tecnici e che oggi partecipano all’esame finale di riciclabilità.

Molti stanno da tempo analizzando la documentazione tecnica, le dichiarazioni di conformità, le valutazioni di progettazione e la tracciabilità dei dati ambientali ecc.
Nella progettazione degli imballi scopriremo che pochi grammi in meno possono valere come una campagna marketing.
Tra gli articoli entrati in vigore il 12 agosto, uno dei più interessanti è sicuramente l’articolo 5, dedicato alla presenza di sostanze preoccupanti negli imballaggi.
Per anni abbiamo discusso di peso, volume, riciclabilità e design. Oggi il PPWR ci ricorda che anche ciò che non si vede conta.
In particolare, il regolamento introduce un limite molto chiaro per la somma di piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente, che non può superare i 100 mg/kg negli imballaggi e nei loro componenti e affronta anche il tema dei Pfas.
In altre parole: non basta che l’imballaggio sia bello, leggero e riciclabile. Deve anche evitare di portarsi dietro ospiti indesiderati provenienti da pigmenti, additivi, inchiostri o materie prime poco controllate.

Tra il 2030 e gli anni successivi arriveranno requisiti sempre più concreti: classi di riciclabilità, percentuali minime di contenuto riciclato e obiettivi di riutilizzo per specifiche applicazioni.

È il tempo di partire

Info sull'autore: Tarcisio Brunelli

Tecnologo alimentare, laureato in Agraria – Scienza delle Preparazioni Alimentari nel 1996 all’Università degli Studi di Milano. È iscritto all’Ordine dei Tecnologi Alimentari del Veneto dal 2000 (nr 2 OTAV). Specializzato nelle tematiche alimentari e di gestione HACCP, Assicurazione Qualità, implementazione norme igieniche e standard volontari del settore alimentare, food regolatory. Ha esperienza di sviluppo sul campo degli standard alimentari IFS, GSFS BRC, ISO 22000, ISO22005 (filiera latte e vino), RSPO ecc. in varie realtà industriali (prodotti da forno, dolciario, vitivinicolo, e della ristorazione collettiva) e di sviluppo e verifica conformità dell’etichettatura, sviluppo e gestione nuove ricette e relative schede tecniche. Sta ora approfondendo tematiche della ambiente (ISO14000) e sostenibilità nel food EUDR, CSRD, ecc.

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